Ne è passato di tempo da quando ho deciso di aprire questo blog con l'idea di creare qualcosa, di riunire tutte quelle parole che si dicono e si perdono ogni giorno; un archivio di pensieri, riflessioni, immagini, non inerti, come in altri siti, ma attivi, vitali.Il risultato? Nullo. Partecipazione bassissima, pochi commenti e, ovviamente, testi. E si che era veramente una cosa ampia e libera, in cui ogni autore poteva parlare di tutto ciò che voleva (tranne politica, o partitica che dir si voglia), e prendersi tutto lo spazio necessario, senza restrizione alcuna.
Che dire?
Manca il tempo, o pare che manchi; si fa fatica a scrivere due paroline abbastanza intelligenti, se non in un tristissimo social network; si parla, parla, e non si conclude; alcuni si sentono tuttologi, ma hanno paura di mettersi in gioco, o non sanno scrivere.
E si che era una cosa così "simpatica" riempire di parole sensate questa rete così povera...
Forse nemmeno un pessimo blog sul pessimo calcio avrebbe attirato l'attenzione.
I cosiddetti vecchi sono molto più attivi dei cosiddetti giovani, conservano ancora un certo piacere nel raccontare, e i racconti sono parole calde di sentimento, non sono le chiacchiere dei giovani, il "gossip"; si scaldano ancora in un dibattito, ognuno arroccato sulla sua posizione, lanciando parole infuocate, e improperi vari, a volte.
E si che siamo "studiati", noi giovani, che vantiamo una cultura superiore a quella dei nostri nonni...
Ma abbiamo perso il piacere della scrittura, quella bella, che occupa tempo, e i messaggini sul cellulare, e i commentini via internet non sono minimamente paragonabili al vero scrivere. Non occorre essere Joyce per mettere giù una penna e sporcare il foglio, non occorre avere una prosa perfetta (per ora), basta scrivere.
Le parole ci stanno possedendo, e non riusciamo a possederle.
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