Se io avessi previsto tutto questo, forse, ma c’è chi dice no, sul mio ponte non sventolerebbe bandiera bianca. Il fatto è che te, io, tutti siamo ognuno un meccanismo diverso che si spegne da sé, inesorabilmente e non può lasciarti vivere una vita tranquilla questa consapevolezza, e nemmeno spericolata come vorrebbero certi giovani d’oggi, o forse giovani di sempre, o forse anche meno giovani, sui quali volentieri s…..no, non si dice. Vecchi e bambini per mano vanno assieme incontro alla sera allo stesso modo, chi zoppicando, chi saltellando.
Conosco millanta storie di materialisti che cercano verità nelle ghiande, di preti che promettono a tutti un’altra vita ma il significato è lo stesso: paura di andarsene e non rivederci tra cent’anni, che poi non deve essere proprio una gran cosa rivedersi vecchi e cadenti, seduti su una sedia a rotelle, dopo aver passato gli anni migliori con una banda a suonare rock, musica ribelle, anche se sono solo canzonette, sciocchezze.
Quale allegria? Nessuna. Forse è più utile un pensiero superficiale rispetto ad un continuo shock di fronte a tutto il mondo intorno. Libertà non è partecipazione? Agire? Forse camminare senza guardare per terra, magari anche volare, volare…lasciatemi le ali. Sentirsi un desaparecido nella società odierna, solo con la sua pena…camminare in mezzo a gatti e volpi come fantasmi, e consolarsi della propria (ricercata) solitudine scrivendo, quando si è d’umore nero. In fondo, il mondo non si è mai fermato, quando un suo abitante è inciampato, per raccoglierlo, tanto meno se del suo ombelico.
Ma ora la luna ha bussato e il juke-box suona altra musica, nuova musica, sempre la stessa.
Canzoni del sole e di vari Piero, e di eroi morti, e di eroi presunti, e di locomotive lanciate contro l’ingiustizia: in fondo noi cerchiamo la bellezza ovunque.
Conosco millanta storie di materialisti che cercano verità nelle ghiande, di preti che promettono a tutti un’altra vita ma il significato è lo stesso: paura di andarsene e non rivederci tra cent’anni, che poi non deve essere proprio una gran cosa rivedersi vecchi e cadenti, seduti su una sedia a rotelle, dopo aver passato gli anni migliori con una banda a suonare rock, musica ribelle, anche se sono solo canzonette, sciocchezze.
Quale allegria? Nessuna. Forse è più utile un pensiero superficiale rispetto ad un continuo shock di fronte a tutto il mondo intorno. Libertà non è partecipazione? Agire? Forse camminare senza guardare per terra, magari anche volare, volare…lasciatemi le ali. Sentirsi un desaparecido nella società odierna, solo con la sua pena…camminare in mezzo a gatti e volpi come fantasmi, e consolarsi della propria (ricercata) solitudine scrivendo, quando si è d’umore nero. In fondo, il mondo non si è mai fermato, quando un suo abitante è inciampato, per raccoglierlo, tanto meno se del suo ombelico.
Ma ora la luna ha bussato e il juke-box suona altra musica, nuova musica, sempre la stessa.
Canzoni del sole e di vari Piero, e di eroi morti, e di eroi presunti, e di locomotive lanciate contro l’ingiustizia: in fondo noi cerchiamo la bellezza ovunque.
1 commenti:
...un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero....
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